Perché il content marketing può essere utile nella strategia d’azienda

Ormai quando si parla di marketing, è impossibile evitare di parlare di content marketing. Che sembra un’invenzione degli ultimi anni per vendere alle aziende la nuova formula “magica e miracolosa” per incrementare le vendite, mentre è tutto fuorché fuffa e invenzione recente. 

Le radici del content marketing affondano almeno a vent’anni fa: l’anticipatore del “contenuto” come forma di marketing su Internet è stato forse Bill Gates, che il 3 gennaio 1996 ha pronunciato la famosa frase “Content is the king”. Non solo un titolo, ma un modo di guardare alle parole, alla narrazione, alla condivisione come basi dell’Internet. 

“Il contenuto è dove mi aspetto che verranno fatti più soldi su Internet, proprio come accadeva nelle trasmissioni radiotelevisive. (…) Internet permette anche di divulgare informazioni in tutto il mondo a costo zero, o quasi, per l’editore. Le opportunità sono notevoli, e molte aziende stanno gettando le basi per la creazione di contenuti per Internet.”

Una frase, “Content is the king”, coniata negli anni ‘70 per parlare di magazine, portata da Sumner Redstone poco più tardi nel mondo della televisione e ripresa da Bill Gates per dipingere un Internet perfettamente rispondente alla sua effettiva evoluzione futura. Viene da pensare, e forse non a torto, che Internet sia ormai content marketing e da esso non possa essere separato.

Se riprendiamo la voce “content marketing” di Wikipedia, leggiamo che questa “tipologia di marketing” prevede “la creazione e condivisione di media e contenuti editoriali al fine di acquisire clienti e monetizzare un sito web. Queste informazioni possono essere esposte in una varietà di tipologie, tra cui news, video, e-books, infografiche, guide, articoli, foto”. Se togliessimo questi elementi da Internet, cosa rimarrebbe? 

Il Content marketing per l’azienda è anche offline. E forse lo fai già.

Quel che può sorprendere le aziende, è che molto spesso stanno già facendo content marketing. Le brochure informative, i calendari personalizzati, le guide, i libri, i piccoli manuali sono tutti strumenti di content marketing offline, scelti per raccontarsi, farsi vedere, interessare l’utente e poterlo rendere, attraverso quel contenuto, un cliente. Tuttavia, internet è un “media” diverso dalla brochure, dai calendari, dai libri: possiede modalità, strumenti e linguaggi a parte. Così, non basta portare online il contenuto che si è creato offline: bisogna adattarlo (e adattarsi) al nuovo media. Come? Ecco alcuni consigli.

Il Content marketing aiuta a raccontarti. E a vendere.

Quando un’azienda apre l’attività e sbarca sul mercato, ha ovviamente l’obiettivo immediato di vendere, offrendo un buon servizio al cliente. Quando però decide di approdare su internet per farsi conoscere ed espandere il business, sarebbe meglio modificare l’obiettivo in “trovare il target e raccontarsi”. Vendere rimane l’obiettivo primario, la vendita però sarà conseguenza della narrazione che l’azienda farà su internet, alle persone più interessate ai suoi prodotti (il target di riferimento). Al suo pubblico, l’azienda venderà solo dopo aver raccontato cosa sono i prodotti o servizi che offre, come vengono creati, l’idea da cui sono nati. L’autopromozione fredda e formale crea distanza, mentre la narrazione di sé, la creazione di contenuti utili e in grado di catturare l’attenzione e intrattenere ispireranno gli utenti, offrendo soluzioni nuove a problemi di sempre e trasformando degli utenti in clienti.

Come fare content marketing online

Per iniziare a “fare content marketing” online e quindi a pubblicare contenuti utili su Internet, è importante trovare il giusto equilibrio tra creatività e pianificazione. Ecco quindi i passi da fare per approdare su Internet e raccontarsi in modo efficace:

  1. Definisci obiettivi chiari: i contenuti devono essere creati per rispondere a obiettivi precisi, che nel marketing devono essere chiari, misurabili e concreti;
  2. Pianifica la tua strategia: una volta definiti gli obiettivi, è il momento di realizzare una strategia, nella quale viene definito il target a cui ci si rivolge, il media più adatto da utilizzare (blog aziendale, Facebook, Twitter, Instagram, Youtube per dirne alcuni), i contenuti da pubblicare sui media definiti. Ecco quindi che si creerà un piano editoriale, da seguire e aggiornare in modo continuo.
  3. Misura i tuoi risultati: una volta pubblicati i contenuti, non si chiude la bottega. Il processo infatti necessita di dati e statistiche, in grado di fornire un feedback adeguato. La domanda da farsi è: “Sto facendo bene come sto facendo o dovrei modificare qualcosa?”. I dati possono darci la giusta risposta e ci offrono la possibilità di correggere il tiro, cercando soluzioni più adeguate. 

Quali contenuti scegliere per una strategia aziendale

I contenuti da realizzare devono creare un valore per l’utente e quindi essere utili. La qualità non deve solamente essere visibile nell’estetica, ma anche in ciò che si vuole comunicare nel messaggio insomma che si vuole veicolare. 

Che siano informazioni utili da condividere o storie da raccontare per intrattenere, i contenuti devono essere accattivanti, in modo da catturare l’attenzione del proprio target presente su internet. Come in una conversazione, anche sul web essere monotoni risulta negativo: è bene quindi ricordarsi di differenziare la produzione dei contenuti e tra informazioni evergreen, news calde e racconti di intrattenimento, la scelta è piuttosto ampia.

Oltre a news e alla rielaborazione di notizie provenienti da altre fonti (content curation), è bene creare anche contenuti più strutturati, lunghi, approfonditi, che possono diventare il valore in grado di catturare l’attenzione dell’utente. 

Il consiglio finale non può che essere quello di non dimenticare la spontaneità, tra piani editoriali, analisi e strategie. Lo storytelling del content marketing non può prescindere dal cuore e dalle emozioni, perché sarà trasmettendo la passione che mettete nei vostri prodotti che potrete “catturare” il vostro target. Al meglio.